In quali modi si può imporre il proprio predominio sulla galassia? Tramite l’esplorazione e la colonizzazione di mondi? Con la forza bruta? Con la scoperta di misteriosi manufatti alieni? Con il commercio? Race for the Galaxy ce li propone tutti, e anche di più.
Gioco di carte da 2 a 4 giocatori, ideato da Thomas Lehmann, pubblicato dalla Rio Grande Games e qui in Italia dalla GamesinItaly, Race for the Galaxy è ambientato nel lontano futuro, come si può già desumere dal titolo.

Le basi

Scopo del gioco è totalizzare il maggior numero di punti prima della conclusione della partita, cosa che avviene quando uno dei giocatori ha piazzato davanti a sé dodici carte (tecnologie o pianeti) oppure quando degli speciali gettoni di Punti Vittoria si esauriscono. In quel momento, alla fine del turno, si calcolerà il punteggio, decretando così il vinncitore.

Il principio su cui si basa Race for the Galaxy è semplice eppure estremamente efficace: tutte le carte che avete in mano possono essere giocate oppure usate per pagare le carte che state giocando. In termini di strategia, questo indurrà i giocatori a riflettere su quali carte tenere e quali utilizzare come pagamento, e anche eventualmente ad attendere di aumentare la propria mano prima di giocare determinate carte.

Le regole principali

Le fasi possibili di gioco sono cinque, ma non si svolgeranno necessariamente tutte nel corso del turno. All’inizio, infatti, i giocatori dovranno scegliere quale fase preferiscono svolgere (esplorazione, sviluppo tecnologico, colonizzazione/conquista, commercio/consumo, produzione), quindi tutti effettueranno le loro azioni nelle fasi così rivelate (se vogliono). Chi ha scelto una determinata fase godrà in quella di un bonus particolare, come pescare una carta in più, oppure pagare una risorsa di meno, etc. È qui che si inserisce uno degli altri cardini del gioco: pur scegliendo una fase che ovviamente gli sarà utile, un giocatore deve anche cercare di capire quali fasi potranno scegliere gli altri, in modo da sfruttare al meglio il proprio turno.

Le carte si dividono tra tecnologie e pianeti, ed entrambe avranno un costo in termini di carte e un valore in termini di Punti Vittoria. Fanno eccezione certe tecnologie molto costose (da sei), il cui valore in Punti Vittoria verrà calcolato alla fine del gioco in base a quali altre carte avremo schierato davanti a noi. Per esempio, se avremo giocato il laboratorio di ricerche aliene, otterremo 2 Punti Vittoria per ogni altra carta che riporta la parola chiave “Alien” (evidenziata in giallo), compreso il laboratorio stesso.

I pianeti stessi sono suddivisi in mondi civili o militari. I primi potranno essere colonizzati nel solito modo, ossia pagando il loro costo in carte. I secondi potranno essere conquistati senza alcun dispendio, ma occorrerà avere un certo livello minimo di potenza militare, che si potrà acquisire tramite altri pianeti e tecnologie. Diversi mondi, poi, nelle apposite fasi potranno produrre beni di diverso tipo (ovvero colore) e poi venderli o scambiarli per Punti Vittoria.

Conclusioni

Già da questa breve descrizione delle regole si può capire come non esista un’unica strategia vincente; anzi, di solito la cosa migliore sarà adattarsi alle carte della mano iniziale. Questo però costituisce anche un limite del gioco stesso: a volte un inizio lento o sbagliato potrebbe compromettere un’intera partita. Altro problema è la limitata interazione tra i giocatori: ognuno tenderà a costruirsi la propria strategia, e c’è poco che gli altri potranno fare per mettergli i bastoni fra le ruote; questo è stato mitigato dalle ultime espansioni (in particolare The Brink of War), che consentono maggiori possibilità di rompere le uova nel paniere agli avversari, anche se solo dal lato militare.
Come lati positivi possiamo indicare sicuramente la brevità delle partite (all’incirca mezz’ora e comunque mai più di un’ora), la semplicità dei meccanismi di gioco e sicuramente l’ambientazione, che strizza l’occhio a tutti i grandi classici della fantascienza.

Race for the Galaxy ha riscosso fino a oggi un ottimo successo e vinto diversi premi, tanto che sono seguite ben tre espansioni: The Gathering Storm, Rebel vs Imperium e The Brink of War. Tutte e tre le espansioni sono state tradotte in italiano.

Per finire una chicca: l’autore del gioco ha permesso che venisse realizzato un programma per giocare a Race for the Galaxy contro un’intelligenza artificiale (pure piuttosto avanzata, dato che ha la tendenza a vincere la maggior parte delle volte); in seguito il progetto è stato ampliato e ora consente a più giocatori umani di organizzare partite in rete. Potete trovare il tutto a questa pagina… a vostro rischio e pericolo: può dare dipendenza 😉