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Lùmina non ha patria.

Non sto scherzando, è la prima cosa che mi è venuta in mente mentre sfogliavo il volume.
Ad un primo sguardo potrebbe venire da qualsiasi parte dell’Europa o del Mondo.
Quello videoludico compreso.

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Ha preso i tratti di mille culture fino a diventare un fumetto ibrido dall’aspetto esotico.
Eppure Lúmina è un prodotto tutto italiano, nata dalle eccezionali menti di Linda Cavallini ed Emanuele Tenderini, realizzato grazie alla campagna di crowdfounding lanciata nel 2014 su IndieGogo.

Il primo volume, giunto alla sua prima ristampa, è un lavoro graficamente complesso da leggersi da diverse prospettive: i personaggi,  a tratti maestosi e a tratti cartooneschi, sono una gioia per gli occhi e non stancano mai.

Le creature disegnate da Linda Cavallini sono sinuose, delicate ma allo stesso tempo potenti e sensuali: gli alieni, quanto gli umani sembrano provenire da una dimensione fantastica a noi sconosciuta.

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Anche i paesaggi, che costituiscono il volto e il cuore di Lùmina, sono sospesi nel tempo ma soprattutto nello spazio.

Ho sempre preferito le tecniche tradizionali a quelle digitali: in cuor mio, ero convinta che tutto ciò che si distaccasse dalla carta e penne fosse “meno vero”, meno d’impatto.

 

Ancora una volta ho dovuto fare ammenda, dopo essermi persa nell’universo di Lùmina, mentre esploravo insieme a Miri e Kite, i due ragazzi protagonisti, che si trovano catapultati sul pianeta morente in un’avventura ai limiti del reale.

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È un mondo di luce e colori che risplendono: ad ogni cambio pagina si ha la sensazione di osservare il cielo mentre muta colori durante un temporale.

Ciò che rende veramente unico questo volume è proprio la tecnica di colorazione utilizzata: l’Hyperflat, un nuovo stile inventato dagli stessi autori che miscela “il design tradizionale con le piú innovative tecniche digitali“.

Alla vista le tavole hanno una profondità che mai mi sarei aspettata da un lavoro così lontano dalle tecniche tradizionali.

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Sono felice di dirlo: Lùmina non mi ha fatto rimpiangere i miei amati “carta e inchiostro”!

Come se non bastasse, il volume è stato stampato in multicromia, una tecnica che prevede una maggiore gamma di colori  rispetto a quella usata comunemente nell’editoria.

Il risultato è da togliere il fiato.

 

Lúmina è unico e bellissimo, a metà strada tra un artbook, una graphic novel e un progetto visuale.
Che vi piaccia o meno la storia narrata è impossibile non rimanerne incantati.

 

La nota negativa è quando si raggiunge l’ultima pagina…

E adesso?!

Si dovrà aspettare un po’ di tempo prima di conoscere il destino di Lùmina e dei suoi protagonisti.
Gli interrogativi sono tantissimi e noi lettori abbiamo visto solo la punta dell’Iceberg.

In attesa dell’uscita di Lúmina 2, possiamo conoscere qualche dettaglio in piú sulla storia del pianeta e dei suoi abitanti grazie al sidequel “World of Lúmina – Shani” che coinvolge tre giovani talenti della Scuola di Fumetto di Milano e Palermo.

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Un ultimo accorgimento: su consiglio di Emanuele Tenderini ho deciso di rileggere il volume ascoltando la colonna sonora composta appositamente per il progetto da Remo Baldi.

Fin dalla prima traccia mi sono resa conto di quanto incomplete siano state le mie precedenti letture:

se Linda ed Emanuele hanno lavorato duramente per dare a Lùmina un “corpo” dalle mille sfaccettature, Remo Baldi gli ha dato una Voce.

E vi assicuro che è bellissima.

Lùmina
Linda Cavallini/Emanuele Tenderini
Tatai Lab

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