C’è un anno che in Italia divide la cultura pop in un prima e un dopo: il 1978, quando in televisione arrivò Goldrake.
Da lì è partita un’invasione, pacifica, di robot giganti e anime giapponesi che ha segnato più di una generazione. E l’uomo che quei robot li ha inventati, Go Nagai, sarà a Lucca Comics & Games 2026 per i 60 anni del festival. Con lui arriva anche una mostra.
Quando è a Lucca
- Go Nagai è ospite da mercoledì 28 a venerdì 30 ottobre.
- La mostra “Go Nagai: sole, cuore e acciaio” è aperta per tutto il festival, dal 28 ottobre al 1° novembre, alla Fondazione Banca del Monte di Lucca.
Gli incontri, le firme e gli orari non sono ancora stati annunciati. Appena escono nel programma ufficiale, li aggiungo qui.
Chi è Go Nagai
È nato il 6 settembre 1945 a Wajima, nella prefettura giapponese di Ishikawa. Si è fatto conoscere nel 1968 con Harenchi Gakuen, e poi ha firmato una fila di titoli che il mondo conosce: Devilman, Mazinger Z (il nostro Mazinga Z), Cutie Honey, UFO Robot Grendizer (cioè Goldrake) e Kotetsu Jeeg, il nostro Jeeg Robot d’Acciaio.
L’idea che lo ha reso un gigante è semplice da dire e ha cambiato tutto: un ragazzo dentro il robot gigante, che lo pilota. È l’idea di Mazinga Z, e secondo il festival è diventata la base di tutta la cultura degli anime robotici, amatissima soprattutto in Asia e in Europa.
Goldrake, Jeeg e l’Italia
Il sito del festival lo dice senza giri di parole: in Italia Goldrake è diventato un fenomeno sociale. Chi c’era se lo ricorda, chi non c’era lo ha sentito raccontare in famiglia.
Anche Jeeg Robot d’Acciaio qui da noi ha avuto un successo enorme, tanto da ispirare nel 2015 un film italiano, Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti. Il festival lo cita come esempio di quanto le opere di Nagai siano entrate nella nostra cultura. Io aggiungo che un film italiano di supereroi che funziona, e che deve il titolo a un robot giapponese, è una cosa che solo Go Nagai poteva provocare.
La mostra “Sole, cuore e acciaio”
Il festival la presenta con una riga che è già un manifesto: “Angeli di metallo e demoni nel cuore”.
La mostra parte dai giganti d’acciaio:
- Mazinga Z, il primo capitolo del genere mecha in Giappone;
- Goldrake, che da noi è diventato un fenomeno di costume e ha aperto la strada agli anime giapponesi;
- e poi i robot arrivati dopo il 1978 e amatissimi dal pubblico italiano: Jeeg, il Grande Mazinga e Getter Robot.
Dai robot si passa al capolavoro del maestro, Devilman: un ritratto provocatorio e sfrenato dei demoni che abitano l’uomo. E qui c’è un dettaglio che da solo vale la visita: secondo il festival, Nagai si è ispirato alla Divina Commedia illustrata da Gustave Doré.
La mostra chiude proprio con Dante, e con la Divina Commedia a fumetti che Nagai ha disegnato.
Dante, Lucca e un giapponese
Questo cerchio mi piace molto. Lucca con Dante ha un rapporto antico, e anche il festival lo ha celebrato: qualche anno fa il manifesto di Lucca Comics, firmato da Paolo Barbieri, aveva al centro proprio Dante, protetto da due draghi. Quando uscì scrissi che era “rara bellezza, rara poesia”.
Adesso arriva un autore giapponese che Dante lo ha letto attraverso le incisioni di un francese dell’Ottocento, ci ha tirato fuori Devilman, e poi ha deciso di ridisegnarsi tutta la Commedia. Se cercavate una definizione di cultura pop, eccola.
Wajima, dopo il terremoto
Una cosa che non tutti sanno. A Wajima, la città natale, c’è il Go Nagai Wonderland Museum, dedicato al suo mondo e diventato una meta per molti fan.
Nel 2024 la città è stata colpita duramente dal terremoto della penisola di Noto. Nagai ha sostenuto la ricostruzione e continua a mandare messaggi di incoraggiamento alla sua città attraverso le sue opere. È un pezzo della sua storia da tenere a mente quando lo vedremo sul palco.
Gli altri autori giapponesi di Lucca 2026
Go Nagai è la punta di un’edizione con un record di autori asiatici: 15 dal Giappone, 5 da Taiwan, 2 dalla Cina e 2 dalla Corea. Tra i nomi giapponesi ci sono Yuu Watase (Fushigi Yuugi), Paru Itagaki (Beastars), Saka Mikami, Peach Momoko, il duo Gurihiru e Shintaro Kago.
E se Goldrake vi ha cresciuto a pane e alabarde spaziali, fate un giro anche alla Japan Town, dove quest’anno c’è la mostra Spokon, sugli anime sportivi da Rocky Joe a Holly e Benji.
Lucca, dal 28 al 30 ottobre, avrà un ospite in più di cui parlare a cena per anni.