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FINALMENTE.
Ci sono talmente tante cose positive su Dylan Dog: Nel Fumo della Battaglia da scrivere… che non so da che parte cominciare!
E per me, che sono nata criticona, è un evento più unico che raro.

Nel fumo della battaglia” si presenta come un numero memorabile già dalla copertina: nera come la notte, dove il volto di Dylan non si riesce a riconoscere dallo sfondo; a farla da padrone sono i due occhi azzurri dell’Indagatore che lasciano addosso un forte senso di inquietudine.
Ancora una volta il merito va ad Angelo Stano, la cui maestria non mi stancherò mai di decantare.

Ma veniamo alla storia: bella come non ne avevo lette da un bel po’ di tempo. L’ultima che mi aveva straziato l’anima sia per sceneggiatura che per disegni è stata Mater Morbi, di Roberto Recchioni e Massimo Carnevale.

Nel fumo della battaglia” è tutto. Ha tutto: elementi paranormali, fantastici,drammatici, allegorici, poetici, splatter, colpi di scena, azione, poesia, citazioni, riferimenti all’attualità, una bella critica sociale e un lieto fine dolceamaro.
È da Johnny Freak che non leggevo una storia così bella e forte, con protagonista un minore nato o cresciuto in un contesto difficile.
Sento di non avere le parole per descrivere ed elogiare Gigi Simeoni per il grande realismo della sua storia e dei disegni attraverso i quali le ha dato una forma.

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Il tema principe, e quanto mai difficile, della vicenda è la perdita di un figlio: accompagneremo Suzy, madre disperata dopo la morte di Joy un bambino con la sindrome di Asperger, a far luce sull’inquietante presenza paranormale che la contatta in chat spacciandosi per il figlio defunto.

Il secondo tema è l’Autismo: parlare di disabilità è difficile, ancora di più parlare di disabilità mentale e per di più di bambini con questo tipo di difficoltà.
Ho avuto occasione di lavorare con un bambino autistico all’inizio del mio percorso di educatrice e posso dire che la relazione che si instaura con creature di questo genere è una delle più difficili ma intense che si possano trovare al mondo.

dylan-dog-342-nfdb (3)Simeoni riesce a rendere giustizia al linguaggio poetico e colorato degli autistici creando un mondo caotico di forme, metafore e confusione.
Perché come esiste un confine ideale tra il nostro mondo e l’Aldilà, così ne esiste uno tra il mondo dei “Normali” e quello dei “Pazzi”; sta a noi trovare un contatto, una zona franca che in entrambi i casi può essere creata solo grazie all’Amore.

Ancora tanti sono gli elementi da premiare: uno tra questi, la critica sprezzante ai grandi tecnici della medicina troppo occupati a citare manuali e patologie al punto da dimenticare l’umanità con cui trattare i bambini, soprattutto quelli “difficili”, ridotti a semplici diagnosi viventi senza anima e cuore.

Non meno importante è Groucho, che ancora una volta si rivela preziosissimo per dare una sferzata di energia ad una storia drammatica e più nera che mai: se non fosse stato per le brillanti gag e le battute acute probabilmente avrei terminato di leggere l’albo con l’animo un po’ più pesante.

dylan-dog-342-nfdb (2)Questo è il futuro che vorrei per la testata: tanti altri numeri che lascino il segno e che riescano ad emozionarmi a tal punto da rileggerli tre o quattro volte nello stesso giorno.
Storie che riescano ad affrontare l’attualità, l’animo umano, l’etica e le Grandi Domande con un linguaggio poetico ma duro allo stesso tempo.

A tutto il team di Dylan Dog non posso che augurare una sola cosa: mille di questi numeri.

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