Ci siamo. L’estate è finita davvero e le domeniche piovose si affacciano prepotentemente all’orizzonte. Con questo articolo inauguriamo la rubrica #RainySunday, con i film da vedere/recuperare in questi grigi weekend per renderli un po’ meno tristi e freddi.

ob_06b0d8_80-sredux-collage-tagged2Per iniziare, andiamo a dare un’occhiata a cinque fondamentali film teen degli anni Ottanta del secolo scorso (mi fa effetto anche solo scriverlo), roba da effetto-nostalgia per chi allora c’era, e un per i più giovincelli… un tuffo indietro nel tempo. Questa lista è dedicata a quello che è stato l’esponente principale del teen-drama americano, ovvero John Hughes: è stato lui a dare successo e dignità a questo genere in veste alternativamente di soggettista, sceneggiatore o regista. Ci concentriamo dunque sul versante generazional-sentimentale e/o weirdo con un film particolarmente nerd. Se ancora non li avete visti, è il momento di farlo: assisterete a quella che è stata l’epoca d’oro ‘romantica’ dei teen-movie, prima dei patinati e dissoluti anni ’90 e dei tormentati anni Duemila e le relative pippe delle serie tv “figlie” di quel cinema, tanto celeberrime quanto sfiancanti. Fate un tuffo in piscina, e occhio al costume quando risalite…

breakfast_clubBREAKFAST CLUB (The Breakfast Club, febbraio 1985)

Iniziamo dal top, da vedere prima di tutto e di tutti. Passato in sordina da noi, in America è uno dei film cult di un’intera generazione, e gode di migliaia di rappresentazioni teatrali nelle scuole, citazioni, omaggi in serie tv e cartoon. Soggetto, sceneggiatura e regia di John Hughes, l’uomo-simbolo delle commedie giovani degli ’80, talent scout e produttore spietato (in quelle vesti ci segnerà la vita con Mamma ho perso l’aereo…). La quintessenza del genere: cinque ragazzi, sconosciuti fra loro, cinque tipi e caratteri diversi, che si incontrano, si scontrano, si odiano, si amano e alla fine s’apprezzano all’interno di un tempo/spazio limitato e imposto. Gli schemi saltano, i ruoli recitati nel mondo esterno si squagliano, il cuore si apre ma poi, alla fine, con il ritorno nel mondo vero, che cosa succederà? Strano modo di rappresentare una punizione come occasione per un’esperienza che segna l’anima (chi sarebbe a suo agio dovendo scrivere il tema “Chi sono io?”), Breakfast Club è molto più profondo di quanto possa sembrare. A rivederlo oggi, si nota come il non sfuggire alle convenzioni dello schema della commedia di caratteri sia addirittura un punto di forza: ci sono un teppista, una principessina, un secchione, una tizia problematica e un atleta in una stanza… ma sono più di quello che credono, forse. Tutto sta nello scoprirlo, prima di tornare nel ruolo che la società ci ha imposto, magari con una consapevolezza che ci renderà un po’ meglio di come eravamo in partenza. Canzone cult: Don’t you forget (about me) eseguita dai Simple Minds.

pretty-in-pinkBELLA IN ROSA (Pretty in Pink, febbraio 1986)

John Hughes in veste di scrittore mentre a dirigere è Howard Deutch:Molly Ringwald, attrice prediletta del nostro, è la protagonista. Film zuccheroso ma non sciocco, che declina un input romeoegiuliettesco nella high school con fare garbato: lei è di famiglia modesta e ha un amico del cuore fin dall’infanzia… le turbe amorose la porteranno a scegliere lui oppure il ricco sensibile che le fa la corte, mentre tutto il mondo le rema contro? Mai stucchevole e con bel ritmo, questa commedia segna il passo forse per il mood più ottantesco che ci sia, per non parlare di capelli e vestiti… ma, se passiamo sopra a quella che potrebbe sembrare una dimensione parallela, scopriamo un piccolo tesoro. La colonna sonora è talmente splendida che ve la riporto completa, guardate un po’ cosa mettevano nelle OST una volta…

1. If You Leave – Orchestral Manoeuvres In The Dark
2. Left of Center – Suzanne Vega w/ Joe Jackso
3. Get To Know Ya – Jesse Johnso
4. Do Wot You Do – INXS
5. Pretty In Pink – The Psychedelic Fur
6. Shell-Shock – New Orde
7. Round, Round – Belouis Some
8. Wouldn’t It Be Good – Danny Hutton Hitter
9. Bring On The Dancing Horses – Echo & The Bunnyme
10. Please Please Please Let Me Get What I Want – The Smiths

ferris_buellers_day_offUNA PAZZA GIORNATA DI VACANZA (Ferris Bueller’s day off, giugno 1986)

Quando Matthew Broderick era il giovane scavezzacollo che tutti invidiavamo e volevamo eguagliare (ammazza come cambiano i tempi!): ovvero, come ti trasformo un giorno di ‘forca’ a scuola in un’avventura che cambia, o quasi, la vita. Ancora John Hughes factotum (scrive e dirige) per un film tutt’oggi godibilissimo e divertente, un classico della commedia giovanilistica dell’epoca. Oltre che un’ode d’amore per la città di Chicago, meta del protagonista Ferris, della sua ragazza Sloane e del suo migliore amico Cameron, con tanto di visita e riprese significative dei luoghi più belli.

E ancora una volta colonna sonora epica, dove fa capolino pure Twist and shout versione Beatles, che culmina nel finale su Oh Yeah degli Yello.

sixteen-candlesUN COMPLEANNO DA RICORDARE (Sixteen Candles, maggio 1984)

Ah, i sedici anni. Che età bellissima/orribile. E se iniziassero come per Samatha (sempre Molly Ringwald!), di cui nessuno si ricorda perchè l’indomani sua sorella maggiore si sposa? E che è costretta a scarrozzarsi uno studente straniero strambo in giro, evitando le avances del nerd della situazione (Anthony Michael Hall, anche lui presenza quasi-fissa) mentre il ragazzo che le piace manco sa che esiste? Brutta storia… eppure, finirà bene per tutti o quasi. Esordio alla regia di Hughes di gran successo, per un film che pare abbia scritto in una sola settimana, con ampi spunti autobiografici dalla sua storia scolastica, che non per nulla ha vissuto in quel di Chicago…Classico degli anni 80 da riscoprire: If You Were Here dei Thompson Twins

tumblr_mjwfuoThqM1s56t6so1_1280LA DONNA ESPLOSIVA (Weird Science, agosto 1985)

Pensa te. A pochi mesi da Breakfast Club esce questo film carinamente nerd e divertente… Peccato che fu scritto e girato prima, e Hughes accettò l’incarico per avere dai produttori i soldi proprio per BC, quello che diventerà poi il suo cult. Si dice sia stato scritto in un paio di giorni, e in qualche punto magari si ha questo sospetto: nonostante tutto, Weird Science rimane un simpaticissimo film più anni 80 che mai, con due imbranatoni disadattati, Gary (A. M. Hall) e Wyatt, che dopo la visione del film Frankenstein decidono di creare la donna perfetta con l’ausilio del computer e l’hackeraggio di sistemi governativi. Ci riescono, ma ovviamente non tutto va per il verso giusto: lei, che si chiama Lisa, è davvero stupenda (voglio dire, è Kelly Le Brock) però porterà uno scompiglio assurdo nelle loro vite. Ma anche stavolta le cose si risolveranno bene per i nostri “eroi” che conquisteranno un po’ di fiducia in loro, due belle ragazze e il RESPECT dei compagni di scuola. Insomma, il sogno di tutti, altro che autoerotismo sulle forme virtuali della Le Brock! In due piccola parti anche Robert Downey Jr. e Bill Paxton. Colonna sonora originale e theme song degli Oingo Boingo di Danny Elfman, prima che diventasse troppo famoso!

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