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benvenuti-a-wickedford-02Sono ormai 4 mesi che nelle edicole italiane esce il rinnovato Dylan Dog.

Quattro numeri dall’inizio della Fase 2  indicata dalla Bonelli e dal nuovo curatore Roberto Recchioni (incoronato dal creatore Tiziano Sclavi) come quella della rinascita e del ritorno a toni e atmosfere più consoni all’Indagatore dell’Incubo… dopo anni di “grigiore” quasi anonimo.

Abbiamo visto i primi sconvolgimenti, la prime novità… l’ispettore Bloch in pensione, nuovi personaggi, dialoghi più al passo coi tempi, qualche tocco di politicamente scorretto. Ma tutto questo basta?

Ne parlo in questo podcast con Simone Guidi (Chi Non Corre è Perduto) che è fan storico della testata ed ha ricominciato ad acquistare e leggere Dylan Dog proprio in virtù della rivoluzione.

[powerpress]

podcastPartiamo da “lontano”, da quel numero 100 che fu già all’epoca pietra dello scandalo… e proviamo a vedere oggettivamente tutti i fenomeni circolati attorno a Dylan Dog nell’ultimo anno, dal marketing virale alla sterzata netta dettata dall’emorragia di lettori.

Se vi piace, dite la vostra anche sui nostri social! Buon Ascolto 🙂

5 Risposte

  1. Claudio

    Non ho ascoltato l’opinione di Simone, non perché la ritenga poco interessante, ma per non trovarmi a magari dover controbattere qualcosa che è sacrosanto: la libertà di opinione. Personalmente cercherò di essere sintetico e non prevenuto nei confronti di Recchioni, che, detto per inciso, ritengo uno sceneggiatore ampiamente sopravalutato. Penso per ora alle varie marcie indietro che si possono registrare o le novità che tardano ad arrivare, ammesso che arrivino. Dunque, che fine hanno fatto le tanto strombazzate cover in stile pop art? Che erano brutte ma ne ero accorto, ma lasciamo perdere, non ne sentirò certo la mancanza. Di questi ultimi numeri l’unico che mi ha ispirato un’opinione positiva è l’ultimo, Benvenuti a Wickedford, anche se qualche strafalcione c’è anche in questo, magari cose veniali, come il nome di Jenkins, non è Cedric ma Abel, verificare per credere, oppure il comportamento assurdo del cattivo di turno, analizzare i suoi movimenti per capire meglio. Dopo essere stato riconosciuto da una testimone, se ne torna a casa, lascia tracce di fango in lavenderia e mette i panni in lavatrice… beh, poteva fare di meglio. Comunque nel complesso la storia funziona ed è a mio parere l’unica del lotto che supera la sufficienza. Poi credo che nell’albo a colori, belli i disegni di Mari, che un mostro si presenti con un tentacolo culminante con la testa di Groucho, si faccia abbindolare materializzando una pistola carica, la lanci a Dylan per farsi uccidere, questa è una delle pagine peggiori che mi sia capitato di leggere. Altre perle più o meno del genere sono cosparse anche le storie seguenti. Se questo è il nuovo urge tornare al vecchio. Attendo con ansia la rivoluzione tecnologica, ma mi sa tanto che non arriverà.

      • Giac

        Ciao Lysa, grazie del commento! Ma tu DYD lo stai ancora comprando o l’hai abbandonato? 🙂

    • Giac

      Ma guarda, Claudio, Simone è stato meno “morbido” di quanto credi con Recchioni.
      Comunque, grazie del commento! E’ innegabile la qualità varia delle sceneggiature, anche se i “cambi in corsa” per via delle reazioni immediate dei lettori li vedo duri, dato che sono scritte con circa un anno di anticipo…
      Le cose che fai notare sono comunque giuste. Al netto di errori e buchi di trama, comunque non si può negare che la Bonelli abbia avuto il “fegato” di un’inversione netta su una testata che comunque – è bene ricordarlo – quanto a vendite non stava male, sebbene in calo.
      Alla prossima!

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