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coverSiamo al nostro terzo appuntamento con il “rinnovato” Indagatore dell’Incubo.

La copertina di Angelo Stano anticipa quella che sarà l’atmosfera dell’intero albo: Londra presa d’assedio e devastata dalla guerriglia urbana.

Ma andiamo con ordine. Dylan Dog, svegliato nel cuore della notte, viene arrestato dal nuovo ispettore capo di Scotland Yard, Tyron Carpenter accompagnato dal sergente Rania Rakim.
Fin da subito si capisce che per il nostro eroe gli anni di… bagordi alle spalle della polizia sono finiti, e dovrà fare i conti con il nuovo capo che non gli renderà la vita per niente facile.

Durante il viaggio verso la centrale Carpenter riceve una chiamata dal comando che gli segnala una deviazione a causa di disordini provocati da alcuni dimostranti.
Arrestato il capo del movimento di protesta, John Malloy, Carpenter, Dylan, il sergente Rakim e tutto il corpo di polizia dovranno fare i conti con una vera e propria orda di ribelli che terrà sotto scacco non solo la centrale, ma l’intera Londra. Cosa anima i manifestanti? Sarà compito di Dylan svelare il mistero e scoprire se dietro la voglia di rivalsa non si nasconde qualcosa di più arcano.

004Le mie sensazioni nei confronti di questo albo sono le stesse che provo nei confronti di un brano dei Sex Pistols: ci sono elementi che mi fanno esaltare e divertire, ma che non mi lasciano mai completamente soddisfatta.
Le tavole di Giampiero Casertano sono eccezionali e sono il suo punto forte: i tratti sono decisi, puliti pur mantenendo una certa durezza che si sposa perfettamente con la violenza feroce di tutta la vicenda.

Il testo di Gigi Simeoni, invece, non si è dimostrato all’altezza dei disegni e per quanto molto buono, non mi ha convinta del tutto.
Credo che la vera pecca di questo albo sia il mancato sviluppo di ottime tematiche disseminate per tutta la durata della vicenda: riferimenti al potere dei leader carismatici (John Malloy e Andrew Keed) e alla loro influenza ipnotica sulla folla, il potere del simbolo (e in special modo della maschera), allo sciacallaggio dei media sempre pronti a “fare notizia” piuttosto che a diffonderla, la violenza equamente distribuita tra polizia e manifestanti, il coinvolgimento dei civili e così via.
Sono tutti temi che non hanno avuto un approfondimento, il tutto si è risolto rapidamente lasciando all’elemento paranormale il compito di dare una spiegazione che non danneggiasse nessuno.

Molto positiva, invece, è stata l’introduzione di Carpenter e Rania: il fatto che entrambi siano appartenenti a una minoranza etnica mi ha piacevolmente sorpresa e credo aggiunga una nota di dinamismo al “dominio caucasico” dei personaggi di Dylan Dog.
Per quanto riguarda Carpenter è molto interessante il suo atteggiamento ostile e implacabile nei confronti dell’Indagatore di Craven Road. Sono convinta il cambio di regime sia stata la scelta più ovvia, ma non per questo meno interessante: se sfruttata a dovere potrà fornire un’occasione di crescita per il protagonista e un cambio radicale di tutto il background narrativo, sempre sperando che dal prossimo numero la finisca di sciorinare battute da film poliziesco.

003Ma veniamo alla new entry femminile: Rania mi ha conquistata. Sono felice che un personaggio femminile ricopra un ruolo di potere senza cadere nei soliti stereotipi del caso.
Il suo punto di forza è la personalità equilibrata: è bella, esotica e il suo fascino è dovuto a una sensualità pulita, mai volgare; indossa il velo ma non è sottomessa, ha carattere senza scimmiottare i comportamenti maschili. Insomma, se non si fosse capito, il sergente Rakim mi piace molto.

Se gli episodi precedenti sono stati per me un secco No, “Anarchia nel Regno Unito” è il primo passo verso una continuity rinnovata e (spero) più adulta che presenti elementi nuovi e tradizionali. Una serie che prenda il buono del vecchio corso e lo sappia reinventare in una veste giovane.
A patto che sia giovane, non bimbominkia…. Per quello ci sta già pensando la Disney.
Alla luce di questo, posso affermare che siamo sulla buona strada e le mie speranze si stanno ravvivando. Come al solito, non ci resta che aspettare il 27 dicembre!

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2 Risposte

  1. Gabriele

    “Dominio caucasico”… Sono a Londra non in Egitto o in Ruanda, chi dovrebbero esserci???? Fosse per persone come te saremmo già diventati noi la ‘minoranza’ e per nulla tutelata. Ma tranquilla, non manca molto se continua così.

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