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Il Circo e l’Ospedale sono due tra i luoghi più ambigui e spaventosi della storia dell’umanità: sono sistemi chiusi, società nella Società, regolate da un codice di leggi, abitudini e consuetudini note soltanto a chi ne fa parte. Sembra quasi abbiano il potere intrinseco di catturare e intrappolarci.

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Chi non ha mai avuto il desiderio, anche solo per un istante, di unirsi al Circo, una volta preso posto sotto il tendone rosso?

Chi non ha mai provato la paura irrazionale di non poter tornare piú a casa, una volta varcata la soglia di qualche ospedale?

Circhi e ospedali ospitano al loro interno tutto ciò che è fuori dalla norma e se ne occupa: i primi trovando in questi “errori” viventi delle capacità artistiche, o semplicemente sfruttando le particolarità di questi ultimi, rendendoli “attrazioni naturali”; i secondi si sforzano, attraverso la scienza e la chirurgia, di correggere lo sbaglio della Natura attraverso le terapie o le operazioni.

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All’inizio degli anni ’30, un grande regista girò un’incredibile pellicola destinata a far parlare di sé per i decenni a venire.
Sto parlando di Tod Browning e della sua piú inquietante e profonda creatura: “Freaks” (1932).

Il regista di Dracula con il leggendario Bela Lugosi ambientò un’intricata storia d’amore, vendetta e omicidio all’interno di un circo e scelse come protagonisti un intero cast di VERI freaks.
Nessun effetto speciale, gli esseri umani sulla scena erano tutti reali, così come reali erano il dolore e la rabbia narrati dalla storia.

Hans: Are you laughing at me?
Cleopatra: Why no, monsieur.
Hans: Thanks, I’m glad.
Cleopatra: Why should they laugh at you?
Hans: Most big people do, they don’t realize that I’m a man with the same feelings they have.

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Nel 2010, Tiziano Sclavi, il noto papà di Dylan Dog, ci regala “Mostri“, un omaggio tutto suo alla pellicola di Browning, in collaborazione con Federico Maggioni che ne ha curato le illustrazioni.

Ciccio lavorava nel circo del signor Browning e aveva un bellissimo numero in compagnia del suo amico Zeppo, durante il quale si guadagnava il bacio della bella Cleopatra, la trapezista.

A causa di un problema al fegato è costretto in un letto d’ospedale, in attesa di una diagnosi, aspetta il giorno di tornare alla sua vita di sempre.
Gnaghi e Sam sono i suoi compagni di stanza…

Sembrerebbe una storia di un paziente comune in un ospedale tra tanti, se non fosse che Ciccio è un nano, Gnaghi è un demente e Sam un tronco umano, privo di braccia e gambe e che tutti e tre sono ricoverati nel reparto dedicato ai Freak, popolato da mostri.

Mostri” rappresenta il superamento di “Freaks“: Browning ha avuto il merito di mostrare al mondo il vero volto dei fenomeni da baraccone, mantenendoli, però, relegati nella loro deformità.

Per tutta la durata della pellicola la mostruosità dei personaggi viene prima della loro umanità: alla stregua degli animali, i quali vengono considerati a un livello inferiore, pur vedendosi riconosciuti una dignità e dei diritti.

tiziano-sclaviTiziano Sclavi è riuscito laddove Browning aveva fallito: ha ridato umanità ai mostri, senza affibbiare loro storie strappalacrime o monologhi interiori altisonanti.

Attraverso l’occhio curioso e sarcastico di Ciccio, il lettore si avventura nella quotidianità asettica, ripetitiva e angosciante dell’ospedale scoprendone i lati divertenti, intensi e ricchi d’emozione, attese e aspettative.

I freak di Sclavi vanno in bagno, si sbrodolano, si lamentano del cibo, delle maniere dei propri compagni, trasgrediscono le regole, dicono le parolacce, (si) prendono in giro, si infatuano e sognano.
Ma soprattutto, pur coscienti di limiti della propria condizione, si reinventano, riuscendo talvolta a superarli.

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Sclavi non vuole raccontarci di Freak normali, ma della normalità dei Freak e lo fa affidando il compito a Federico Maggioni di illustrare i pensieri e le storie dei protagonisti.

Come pagine strappate da un diario, tra un capitolo e l’altro, lo stile onirico di Maggioni ci racconta
i sogni, le visioni e le paure di Ciccio, Gnaghi e Sam che sono come ferite, come lampi.

“Mostri”è un’opera di rara bellezza: è delicato e difficile come una poesia e intenso come un bel viaggio. Si ha la convinzione di avere tra le mani una storia di mostri e senza farci caso, si scopre di aver letto di esseri umani come tanti altri.
Se non è magia questa…

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