Durante l’edizione 2013 (che, per quanto mi riguarda, considero la più piena di eventi e incontri interessanti della storia) abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistare alcune figure di spicco del fumetto mondiale: dai mangaka Inio Asano, Kenzo Hanazawa e Miki Yoshikawa allo storico genio del fumetto spagnolo Miguel Ángel Martín, passando per le nuove promesse del fumetto italiano Paolo Maini e Peppe Gallà.

Senza indugio comincio questa serie di articoli monografici a loro dedicati partendo dall’irriverente astro nipponico Inio Asano.

 

Una breve Bio:

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Inio Asano, classe 1980, si configura da subito come astro nascente nel 2001, vincendo il premio GX per autori emergenti con il manga Uchuu kara konnichiwa. Tra le sue opere più famose ricordiamo What a Wonderful World!, Il Campo dell’Arcobaleno e Solanin (da cui è stato anche tratto un lungometraggio). Il suo ultimo capolavoro dal titolo Buonanotte Pun Pun è tuttora in corso di serializzazione in Giappone. A oggi Asano s’identifica come un outsider del fumetto classico ma come un grande interprete della vita di tutti i giorni e dell’ansia della gioventù nipponica.

Veniamo al dunque. Arrivo in sala stampa, giusto il tempo di sedermi e prepararmi a prendere appunti ed eccolo arrivare, puntuale come un orologio svizzero e timido come solo un giapponese può essere. Si siede lentamente accanto all’interprete e il suo sguardo vaga per la stanza evitando di incrociare quello di chiunque altro.

 

Q: Cominciamo con una domanda generica sul mondo del manga. Secondo lei è più facile inventare una realtà fantastica e mondi inesistenti, o portare quello che succede nella vita reale all’interno di un fumetto?

A: Sicuramente la seconda è quella in cui io mi ritrovo. Le mie storie sono tutte ambientate in Giappone ai giorni nostri perché mi piace partire da un’ambientazione reale in cui il lettore può immedesimarsi al meglio per raccontare le mie storie che trattano anche di argomenti fantastici.

Q: Parliamo della sua opera più conosciuta, ma anche più controversa, Il campo dell’Arcobaleno. Il manga ha creato una forte diatriba tra i fan sui blog e sui forum in internet sul vero significato della storia e soprattutto del finale. Cosa può dirci a riguardo della criticità di questa sua opera?

A: Che sono contento che sia andata così perché era proprio quello il mio scopo. Ero stanco di leggere sempre le stesse storie piatte e lineari. Ho voluto spezzare questa continuità creando un plot complesso e criptico per creare nel lettore questo senso d’incompletezza e di confusione. Riguardo al vero significato, beh quello non lo dirò mai. Mi piace pensare che ognuno si sia sforzato di dare una propria interpretazione e così deve rimanere.

Q: Nella sua ultima opera, Buonanotte Pun Pun, ha disegnato un ambiente dei personaggi e degli sfondi incredibilmente realistici, con il suo classico stile di disegno. Come segno distintivo però, ha deciso di dare a Pun Pun, protagonista della storia, un aspetto stilizzato, schizzato, fatto di poche linee. Qual è il significato che dobbiamo leggere dietro a questa scelta stilistica?

A: Ci sono due tipi di motivazioni dietro, uno serio e uno meno. Innanzitutto non ho voluto creare con cura e dettagli il design di Pun Pun per non limitare la percezione del lettore riguardo a lui. In questo modo non ci si ferma all’aspetto fisico, ma si parte già predisposti ad andare oltre, così per chi legge sarà più facile pensare che dietro all’immagine stilizzata di Pun Pun può esserci qualsiasi cosa, anche il lettore stesso. In secondo luogo è molto più facile disegnare Pun Pun che tutto il resto dei personaggi. Perciò lo uso quando sono in ritardo con le scadenze! <ride> Se l’editore mi pressa con i tempi, disegno Pun Pun in molte più tavole, o magari gli faccio recitare lunghi monologhi. Infine mi piacerebbe che la mia opera finisse così com’è nata, come un manga, e credo che per come ho disegnato il protagonista, questa storia sarà molto difficile da trasporre in anime (per fortuna).

concorso punpun lucca comics 2013

Ringraziamo tutti con un applauso il giovane maestro Asano e lo vediamo allontanarsi in quell’aura di stranezza e imbarazzo che lo contraddistinguono.

E adesso correte tutti a leggere le (a)normalissime storie di vita di Pun Pun!!!

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